Sotto la Maglianella

Work in progress

La storia

Il cimitero degli elefanti preistorici

Qui, nella periferia nord-ovest di Roma la città ancora stenta a espandersi. Sarà la resistenza inusitata dell’Agro, ma per quanto aggressiva sia stata l’edificazione della Roma periferica, il paesaggio continua a conservare la sua forza naturale: ampie aree verdi, antiche tenute agricole. C’è una sorta di forza primordiale che pare opporsi all’urbanistica. E infatti la storia protagonista di questo muro è più antica delle seppur antichissime radici della Città Eterna. Questa, infatti, è una storia primitiva, che ci collega alla Polledrara di Cecanibbio, il cimitero degli elefanti preistorici di Roma, un sito archeologico splendido ma piuttosto raro in una città che ha dedicato tutta se stessa ai suoi ultimi (quasi) tremila anni.

Ma prima che Roma fosse Roma, prima degli imperatori e delle legioni, qui in questo quadrante bello e selvaggio, un ampio fiume primordiale scorreva placido in una valle che oltre duecentomila anni fa doveva apparire assai differente da oggi. E come ogni fiume che si rispetti anche questo ha accolto mandrie di animali preistorici, scene di caccia, vita e morte di un ecosistema vivissimo anche in pieno terzo millennio, anche se estinto. A partire dagli anni Ottanta, una sistematica campagna di scavo ha riportato alla luce moltissimi resti ospitati proprio nell’alveo di tale fiume. Sono sopratutto ossa di buoi primigeni (Bos Primigenius) e di elefanti (Palaeoloxodon antiquus) che evidentemente venivano a morire sul terreno acquitrinoso del fiume. Dal 2001 inoltre, lo scavo del fiume è stato trasformato in un vero e proprio museo che copre l’incredibile superficie di 900 mq (i 1200 mq tutti intorno sono stati indagati ma non musealizzati) e ci permette oggi di ricostruire una parte della storia del territorio altrimenti destinata all’oblio a fronte di altre scoperte e altre epoche più famose.

Fra i tesori del museo – che sono moltissimi – c’è lo scheletro perfettamente conservato di un elefante preistorico. La posizione è esattamente quella assunta al momento della morte e tutte le ossa sono più o meno rimaste intatte se non per delle parti che sono state macellate sul posto da un gruppetto di uomini preistorici (Homo heidelbergensis), i quali devono aver approfittato della carcassa per sostentarsi. Vicino al cadavere dell’elefante, infatti, sono state ritrovate selci, piccoli utensili di pietra e altri strumenti che sicuramente saranno stati impiegati per prelevare parti dell’animale, porzioni di ossa e per scavare il prezioso midollo osseo, fonte di nutrimento e di forza.

Insieme alle ossa di buoi ed elefanti non mancano anche resti di altri animali meno imponenti e di qualche predatore, fra tutti la volpe, il gatto selvatico e il lupo. Oltre a qualche resto umano (come un molare da latte) che ci dice quanto questo territorio fosse vivo centinaia di migliaia di anni, rivelandoci il segno di un’esistenza per noi lontanissima nel tempo ma che ancora resiste, sul fondo di un vecchio fiume gigantesco, eppure dimenticato.

ICONE

ZED1

Nato nel 1977 a Firenze vive a Certaldo. Dopo gli studi in grafica pubblicitaria inizia a dipingere nel 1993, dipingendo letterenig su muri e treni, poi l’inclinazione a fare il figurativo lo porta a lavorare solo su sfondi e personaggi dipingendo muri in tutto il mondo. Tra gli ultimi interventi (nel 2014) Scope”Miami USA; Live performance in Jersey city; Street art festival “La galleria del sale” live performance Cagliari; Street art festival “subsidenza” Live performance e esposizione collettiva in Ravenna; Street art festival “Empty wall festival” Live performance in Cardiff UK; Street art festival “ Reacto” Live performance L’Aquila; Live performance in Scultura viva a San Benedetto del Tronto, esposizione collettiva in Vertical Galleri Chicago U.S.A, Hard esposizione collettiva NameGallery, Amsterdam. Esposizione Solo Zed1, Galo Art gallery Torino; Live panting collettiva Street art parking Palermo; Live painting collettiva Day one festival, Roeselare Belgio. Live Painting Street Allarm2 san Francesco a Pelage (Fi).